Come raccontano i libri i bambini? 

Li guardano, li sfogliano, li ascoltano, li reinventano, li riscrivono… 

Leggiamo i libri ai bambini, le loro restituzioni ci regaleranno nuove chiavi di lettura, dalle storie nascono altre storie!


Oggi per voi abbiamo scelto 

“Le storie per l’infanzia devono essere scritte con parole molto semplici, perché i bambini sono ancora piccoli, e quindi conoscono poche parole e non amano usare quelle complicate. Magari sapessi scrivere storie così, ma non sono mai stato capace di imparare, e mi dispiace. E poi, bisogna saper scegliere le parole, occorre un certo non so ché per raccontare, una maniera molto diretta e molto chiara, una pazienza infinita. E a me manca quanto meno la pazienza, cosa di cui chiedo scusa. Se avessi tutte queste qualità, potrei raccontare, nei particolari, una storia bellissima che un giorno ho inventato…” 


(José Saramago)

Rodrigo: Io non sono piccolo, piccolo vuol dire guardare solo le figure, io ascolto… Quando apri questo libro vedi un bambino che è seduto sul pavimento della sua cameretta e gioca. Poi soffi e giri la pagina. Questo bambino non ha un nome, strano tutti hanno un nome, tranne Ulisse che quando incontra Polifemo si fa chiamare Nessuno. Come si chiama Cappuccetto Rosso?

Giulia: il bambino sale su una sedia per prendere il suo cappello poi esce e la storia incomincia, sulla pagina del libro si vede un libro aperto e degli occhiali (saranno del suo papà). Il bambino non abita in città ma in campagna, si vede dal recinto. A Milano dove abito io non ci sono le case con i giardini. Il bambino cammina cammina verso il fiume e cammina cammina esce dal pianeta Terra, si capisce perché in testa il bambino ha una bolla come quella degli astronauti.

Lorenzo: ad un certo punto il bambino vede un fiore con la testa all’in giù, sembra quasi morto, aveva bisogno di acqua e forse aveva fame. Ma cosa mangiano i fiori? Bevono solo? Allora il bambino torna al fiume a prendere l’acqua e la porta al fiore. Così: prendi le mani le avvicini e fai una specie ci bicchiere, come quando hai sete e non hai il bicchiere. Il fiore riesce a rialzarsi. Il bambino era stanco e si addormenta ma la sua mamma e il suo papà lo cercano.

Emma Giulia: quando si è piccoli si deve tornare a casa a dormire. Ad un certo punto la mamma e il papà del bambino guardano in alto e vedono un fiore grandissimo, tutto rosso, arrivano vicino al fiori e li c’era il bambino che dormiva e aveva una coperta a forma di petalo. Il bambino aveva salvato un fiore, da solo!


Il ragazzino fu portato a casa, circondato dal massimo rispetto, come il frutto di un miracolo. Quando poi passava per la strada, tutta la gente diceva che aveva lasciato il villaggio per andare a fare una cosa che era più grande della sua altezza e di tutte le altezze.


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