Andare al Muba  per visitare la mostra “IL MERCATO DELLE STORIE” 

è sempre un’esperienza formativa per i bambini. Ma anche un gran divertimento.

Dall’attesa dell’autobus, all’arrivo al Museo, i  bambini della Scuola Dezza non stavan più nella pelle.

“La mostra si presenta come un vero e proprio mercato, allegro, colorato, animato. Ci sono bancarelle e cassette di legno, venditori con il grembiulone e una grande quantità di oggetti in vendita. Singolare è la merce di scambio: le storie. I bambini sono invitati a costruire in prima persona una loro storia e possono prendere liberamente sulle bancarelle elementi, suggestioni, oggetti evocativi, spostandosi di chiosco in chiosco per scoprire e trovare le parti utili per la costruzione del proprio racconto. Esiste una bancarella per ogni componente essenziale della storia: i titoli, il protagonista, i mezzi di trasporto, i paesaggi, le emozioni e i sentimenti, uno per i mestieri e uno per gli animali…
Nella maggior parte dei casi non si compra un prodotto finito, ma i pezzi per comporlo. Il momento culminante è lo scambio delle storie, la narrazione e l’ascolto. I bambini-autori narrano la loro storia a un piccolo gruppo di compagni e grande importanza viene data all’ascolto. Grandi e colorate medaglie per ogni storia ascoltata che diventano oggetto di collezione. Le storie hanno un grande valore nel mondo infantile. Portano con sé le avventure, i pensieri e i sentimenti del narratore. Il bambino, fin da molto piccolo, è un ascoltatore attento; si coinvolge nelle storie, le memorizza, vi trova riferimenti per la sua immaginazione, si avventura in fantasiosi scenari, esorcizza le sue paure. Le storie costituiscono scambio di tradizioni e di culture”.

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MATTEO:"Vedo una foresta innevata e vado con il camion delle nevi!"

IGOR: "Questo è un bosco freddo e con questo (indicando il fischietto che ha scelto) chiamo gli amici e facciamo rock!"

SOFIA: "Vado al mare con la bacchetta nel modo fatina!"

ARIANNA (appena entrata al Muba): "Wow, quante bancarelle...e adesso cosa facciamo?!Mi sa che facciamo la spesa!"
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