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dal sito WE-Women for Expo2015

Trasmettere sane abitudini alimentari ai bambini è fondamentale per il loro sviluppo psicofisico. Sperimentare e condividere nuovi sapori fin dai primi anni di vita porta, infatti, grandi vantaggi in termini di salute e di socialità.

“Il momento del pranzo deve essere un’opportunità per gli educatori di comunicare con i bambini in una modalità simile a quella familiare creando un’atmosfera rilassata, trasmettendo sane abitudini alimentari che se apprese da piccoli dureranno senz’altro per la tutta la vita”. (M. Montessori)

Che rapporto può avere la sicurezza alimentare con la pedagogia? Nido e scuola d’infanzia sono i canali attraverso cui sensibilizzare le famiglie e fare informazione. Se ci pensiamo, i bambini consumano al nido e alla scuola d’infanzia almeno la metà dei pasti principali, oltre alle merende.

Gli educatori sono figure che gradatamente diventano per i bambini e per i genitori dei punti di riferimento importanti durante lo sviluppo, poiché rappresentano i primi adulti con cui rapportarsi quotidianamente al di fuori del contesto familiare. Il loro è un ruolo di grande responsabilità e alto valore simbolico. Una buona e sana alimentazione non prescinde, infatti, dallo sviluppo fisico, emozionale e psicologico del periodo evolutivo, anzi.

I primi anni di vita (0-6) sono quelli più sensoriali in assoluto e richiedono l’esperienza diretta e concreta per apprendere e provare continua curiosità. Cosa c’è di meglio che mettere le mani letteralmente in pasta? I più piccoli usano le mani fino a una certa età per mangiare e questo è un bene. Il tatto è uno dei cinque sensi e come gli altri serve per esplorare, per conoscere. Il cibo si porta alla bocca e così si usa un altro senso, il gusto, però, ha anche un colore per cui occorre la vista e ha un odore per cui occorre l’olfatto. L’udito si usa per ascoltare indicazioni, racconti sulla provenienza del cibo, scambi verbali con i compagni oppure, perché no, un elettrodomestico in funzione, per esempio mentre montiamo la panna.

In generale, è dunque necessario rendere consapevoli gli adulti che si prendono cura dei bambini, siano essi genitori, insegnanti, babysitter, nonni. L’informazione, nella lunga esperienza di Doremi, dev’essere nutrizionale ed anche pedagogica; potremmo definirla un’alfabetizzazione pedagogica. Poche indicazioni ma chiare e semplici, sul timing della crescita, su come funziona la mente del bambino in ogni fase della crescita, soprattutto dallo svezzamento in poi.

Negli ultimissimi anni abbiamo approfondito non solo psicopedagogia e metodologie didattiche innovative (che non vanno di pari passo con le tecnologie, come amiamo spesso sottolineare), bensì anche altri aspetti, primo fra tutti quello nutrizionale.

Grazie al progresso della ricerca in ambito medico, oggi siamo tutti più informati: quali alimenti ed ingredienti privilegiare, quali ridimensionare o addirittura eliminare, l’importanza della provenienza, del rispetto della stagionalità e non ultimo la varietà. Tra tutte le strategie che i nutrizionisti suggeriscono di adottare, una sembra essere “salvavita” più di qualsiasi altra, ed è la varietà degli ingredienti che quotidianamente assumiamo. Inoltre, la varietà stimola la curiosità e l’approccio con la novità in genere.

Non è una questione di tendenza ma di competenze tecnico-scientifiche acquisite e sempre più attendibili, senza dimenticare che Expo 2015 contribuirà, certamente, in questa direzione.

Iniziare a sperimentare cibi più o meno utilizzati in ambito familiare, erbe aromatiche e spezie sin da piccolissimi, rispettando i tempi e le necessità personali di ognuno, porta solo vantaggi in termini di salute e di socialità. Mangiare insieme con varietà consente ai bambini di condividere sensazioni, gusti, pensieri, di confrontarsi su “cosa piace a me” e “cosa piace a te”.

Per ragioni sia educative che nutrizionali e rispettose dell’ambiente, quindi sostenibili, negli ultimi mesi abbiamo elaborato dei nuovi menu per i nostri nidi e scuole. Questo ha consentito di osservare sempre più la stagionalità degli alimenti, introdurre cereali, verdure e proteine meno conosciuti, per esempio riso rosso, nero, orzo e miglio, quinoa, cavolo nero, semi misti, spezie, aromi freschi, tapioca, avocado.

Alcuni di questi alimenti sani provengono da altre culture e questo rappresenta un ulteriore spunto di riflessioneNon dimentichiamoci, infatti, che la nutrizione è un atto che mette in comunicazione bambini e adulti con il mondo circostante, soddisfacendo contemporaneamente bisogni spirituali: mangiare è un atto di amore, di comunione, di responsabilità verso noi stessi e verso l’ambiente, è un atto di piacere e di conoscenza.

Un pasto consumato con consapevolezza, accompagnato dall’origine e dalla storia di ogni ingrediente, accresce nei bambini la conoscenza e la curiosità. I gusti personali esistono, e vanno rispettati, ma un bambino che assaggia, che manipola e gioca con gli alimenti e che ascolta storie “arrivate da lontano” è certamente più invogliato ad assaggiare ciò che ancora non conosce, rispetto a chi subisce senza spiegazione alcuna. Non sottovalutiamo l’aspetto ludico. Il gioco ha un potente effetto equilibratore sul sistema nervoso e rappresenta una forma di psicoterapia spontanea. Immaginiamo cosa può quindi significare giocare con il cibo, con ciò che ci tiene in vita e che consente a bambini ed adulti di condividere emozioni, piaceri, pensieri, dissensi, contrasti, dialogo.

 

 

 

Come partecipare a #WeEatTogether
WE-Women for Expo ha lanciato il progetto WeEatTogether il 10 aprile. La durata del progetto è 2 mesi.
La call chiede a donne e uomini di tutto il Pianeta di documentare con una o più immagini la centralità del nutrimento nella sua quotidianità, contribuendo a raccontare l’importanza della tavola nella relazione tra individui. Il focus non è il cibo, quanto la relazione che si crea nel condividerlo. Le immagini vanno postate su Instagram con hashtag #WeEatTogether e sono raccolte su un sito dedicato. Una giuria segnalerà le 100 immagini più significative tra quelle instagrammate tra il 10 aprile e il 10 giugno che saranno protagoniste della mostra #WeEatTogether in Cascina Triulza, Expo Milano 2015.
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